Quando ci confrontiamo con il cruciale tema della “sostenibilità” aziendale, è fondamentale considerare attentamente le molteplici sfaccettature che questo termine abbraccia. Troppo spesso, il dibattito televisivo e politico si focalizza esclusivamente sulla sostenibilità “ambientale”, trascurando le altrettanto importanti variabili di sostenibilità “sociale” ed “economica”. Questa omissione, se può sembrare irrilevante in un contesto di discussione, diventa decisiva per le imprese del nostro settore, le quali devono armonizzare con intelligenza queste tre variabili fondamentali per intraprendere un percorso serio e affidabile verso la sostenibilità.
Un elemento chiave, spesso trascurato, è rappresentato dalla parità di genere, che riveste un ruolo essenziale dal punto di vista sociale. In Italia, il divario di genere rimane una questione irrisolta, con significative differenze rispetto agli standard europei. Nonostante alcuni progressi riportati dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro, persistono disparità di genere che influenzano sia il versante economico che quello sociale. La Certificazione della Parità di Genere emerge come uno strumento cruciale per contrastare questa disuguaglianza.
Definiamo innanzitutto la parità di genere nel contesto lavorativo: si tratta dell’uguaglianza di trattamento tra uomini e donne, sia in termini di retribuzioni e condizioni di lavoro, che nelle opportunità di avanzamento professionale. In Italia, purtroppo, la disparità salariale e l’accesso limitato delle donne a opportunità di lavoro persistono, riflettendosi anche nei ruoli professionali, ancorati a stereotipi di genere.
La diversità di genere non si limita alle differenze salariali, ma si estende alle discriminazioni sociali nel mondo del lavoro. Il Gender Equality Index europeo evidenzia non solo la disparità economica, ma anche le barriere sociali che ostacolano la parità di genere. La discriminazione nell’accesso a lavori qualificati, l’impedimento all’avanzamento di carriera e le differenze nei trattamenti contrattuali contribuiscono a mantenere un ambiente lavorativo lontano dall’effettiva parità.
Negli ultimi anni, le disparità di genere sono addirittura aumentate, soprattutto con l’arrivo della pandemia. Molte donne, costrette a gestire gli impegni familiari, hanno optato per soluzioni lavorative part-time, accentuando le differenze occupazionali tra i generi. Sebbene ci siano stati alcuni miglioramenti nel 2023, l’Italia rimane al di sotto degli standard europei nella conciliazione tra lavoro e famiglia.
La Certificazione della Parità di Genere si configura come un potente strumento per promuovere politiche di equità e empowerment femminile nelle aziende del settore alimentare italiano. Questo sistema mira a incentivare le imprese a adottare pratiche di parità di genere, promuovendo non solo l’uguaglianza, ma anche la diversità nei contesti lavorativi.
La prassi di riferimento UNI/PdR 125:2022, cuore di questo sistema, utilizza indicatori prestazionali (KPI) che riflettono sei aree strategiche di valutazione, tra cui cultura e strategia, governance, processi HR, opportunità di crescita e inclusione delle donne, equità retributiva per genere, e tutela della genitorialità e conciliazione vita-lavoro.
Per ottenere la Certificazione della Parità di Genere, le imprese italiane possono presentare domanda presso organismi di valutazione accreditati secondo il regolamento (CE) 765/2008. La certificazione offre oggettività e credibilità attraverso l’intervento di un ente terzo e indipendente, garantendo la correttezza dei dati e il conseguente rilascio della certificazione.
Gli indicatori consentono una valutazione annuale del grado di maturità aziendale e verifiche ogni due anni, incoraggiando le organizzazioni a implementare azioni correttive. Questo processo dinamico indica che il vero lavoro per le organizzazioni inizia dopo la certificazione, stimolando un impegno continuo per la parità di genere.
In conclusione, la Certificazione della Parità di Genere rappresenta un’opportunità tangibile per le imprese del settore alimentare italiano di dimostrare il loro impegno e di intraprendere un percorso serio e completo verso la sostenibilità. Non può esservi un’azienda veramente sostenibile senza valutazioni e azioni sui temi sociali più importanti.
